IL
VANGELO SECONDO MATTEO (ed. rest.)
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La vita di Gesù Cristo dalla nascita alla crocifissione. |
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La Passione di Cristo Non sono venuto
a portare la pace ma la spada. Mediaset, in collaborazione con la
Scuola Nazionale di Cinema e la Compass Film, sforna la 21esima opera
italiana del secondo dopoguerra restaurata e riproposta sul grande
schermo: pulizia del negativo, scene rovinate ricostruite con la
tecnologia di Cinecittà, revisione del montaggio e suono digitalmente
filtrato. I materiali risultanti sono stati stampati su supporti moderni,
per permetterne la conservazione nel corso dei prossimi decenni. Nei
cinema su programmazione limitata alla settimana di Pasqua, dal 9 al 15
aprile 2004. Di questa città non vi sarà pietra che non sarà stravolta. Emanuele Di Nicola Il Cristo era un rivoluzionario: urlava alle folle il suo biasimo per dotti, ricchi e farisei, proclamava che il Regno dei Cieli apparteneva ai miseri dal cuore puro. Il Cristo secondo Matteo era oltretutto rabbioso, diceva: "Non sono venuto a portare la pace ma la spada". E' paradossale che il più appassionante, schietto e amaro (contro la debolezza degli uomini) ritratto del Figlio di Dio ci venga da un ateo marxista (il suo Gesù come Lenin?); Pasolini ci avrebbe sorpreso molto meno se avesse girato un'opera dissacratoria, intellettuale, sulla falsariga, al limite, del precedente LA RICOTTA, con un Cristo terragno, volgare. Sceglie invece di riportare questa figura "mitica" fra gli uomini, rispettandone l'aurea sacra, la lettera e lo spirito molto più di tutti quei registi "farisei" che l'hanno immortalato con mire spettacolari, celebrative, acritiche, asservite ad un'iconografia tradizionale. Lo riporta, cioè, alla semplicità d'animo che tentò anche Rossellini nel FRANCESCO, GIULLARE DI DIO, aggiungendovi una tensione spiritual/poetica degna de IL PROCESSO DI GIOVANNA D'ARCO di Bresson (anche se poi cita la Giovanna D'Arco di Dreyer, quando si fissa sul primo piano della Madonna giovane). La scoperta di Irazoqui (Gesù), con quello sguardo insieme dolce e severo, ha del miracoloso; Susanna Pasolini (sua madre) è una Madonna troppo anziana, ma serve come provocazione: Cristo, come Pasolini, è profeta in patria. Eccentrico il commento sonoro che spazia dal gospel a Mozart, sublimi le soggettive "mosse" della macchina da presa. Niccolò Rangoni Machiavelli |
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