AMAMI SE HAI CORAGGIO
(Jeux d'enfants)

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REGIA:    
Yann SAMUELL

PRODUZIONE:  Francia   -   2002   -   Dramm./Romant.

DURATA:  93'

INTERPRETI:
Guillaume Canet, Marion Cotillard, Emmanuelle Gronvold, Thibault Verhaeghe, Josephine Lebas-Joly, Gerard Watkins, Laetizia Venezia

SCENEGGIATURA: Yann Samuell - Jacky Cukier

FOTOGRAFIA: Antoine Roch

SCENOGRAFIA: Jean-Michel Simonet

MONTAGGIO: Andréa Sedlackova

COSTUMI: Julie Mauduech

MUSICHE: Philippe Rombi

Trama

Il gioco fra Julien e Sophie, fin da piccoli, li mette alla prova in situazioni assurde. Da grandi, però, c'è di mezzo l'amore...

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Carillon cariato

Come lo zucchero filato: cotonato, colorato, invitante. Poi vaporoso, ingombrante, irritante. Un carillon cariato, con il mondo candito de IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE, innesti sognati su di un proscenio da saggio scolastico (le nuvole di cartone, l'Eden), qualche caricatura alla Terry Gilliam e un'inutile estetica nevrotica da videoclip, ingrata nei confronti di un racconto che esigeva sobrietà per sprigionare tutta la sua bizzarria. Diviso in capitoli, vede due facce giuste (grandi e piccine) impalmarsi nel segno dell'anticonformismo, non si sa bene se vittime o protagoniste di un gioco pericoloso che sfocerà nell'amour-fou. Le vene di dolce crudeltà, di scagionata ferocia e sana devianza al sistema costituito, evocano fantasmi truffautiani e godardiani, ma la tenerezza di Samuell è artificiosa, la sua drammaturgia manca d'afflato poetico, la sua anarchia è più giocattolosa che giocosa e coraggiosa, non ha radici né nel male di vivere né nel desiderio di amare. Soprattutto, la giostra di Samuell inizia a perdere, girando come una centrifuga, un pezzo dopo l'altro, fino a rimanere completamente vuota. La prima, devastante traccia di ruggine è rappresentata dalla schizofrenica figura del padre: invita la bimba a casa, poi la caccia, infine toglie il saluto al figlio per dieci anni (!), solo perché lei si fa viva al suo matrimonio! A corrodere i resti ci pensa il disastroso HARRY TI PRESENTO SALLY: punte di gelosia, baci per gioco e per davvero, bisticci, perdoni, rifiuti e odi incomprensibili. Il fatto che l'allestimento scenografico di Samuell non ha religione (una qualsiasi enunciazione dei principi che guidano le azioni dei nemiciamici) passa in secondo piano rispetto alla pessima scrittura, che può fregiarsi di idee, simpatiche marachelle, intuizioni che reclamavano un punto di vista (la gioia della "vie en rose" al funerale, la birichinata trasformata in perversione, la complicità che va oltre i rispettivi amanti) ma crolla in un gioco sempre più inattendibile e sleale (salvo nell'incidente mortale e ucciso da un pugno? Per favore...).

Niccolò Rangoni Machiavelli

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