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La
Nouvelle Vague Exactement
Demme azzarda: omaggia la nouvelle vague e lo fa
attraverso il remake di un film di Donen, SCIARADA - un misto di generi
che non poteva non attrarre il regista - il cui plot è tavolo su cui
giocarsi la posta della cinefilia. Fatte le debite modifiche e sfruttata,
strategicamente e citazionalmente, l'originale ambientazione (Parigi,
rappresentata con montaggi frenetici e suggestive accelerazioni
che tengono lontano il cliché "cartolinesco") il regista
si muove, come gli è consueto, trasversalmente: il tono è quello di
un'opera brillante, che a tratti si fa pura pochade, ma sotto questa
superficie l'autore punta verso altre direzioni, come era accaduto con la
deviazione brusca dalla commedia al dramma di QUALCOSA DI TRAVOLGENTE o in
quel caciaroso cocktail di stili che era MARRIED TO THE MOB . Eclettici ma
non sempre calibrati, i lavori di Demme si caratterizzano per una discreta
varietà: dallo splendido STOP MAKING SENSE (il suo unico e vero
capolavoro, il più bel film rock mai realizzato), all'exploit de IL
SILENZIO DEGLI INNOCENTI, dall'alimentare e sbagliatissimo PHILADELPHIA
fino all'interessante ma sfortunato BELOVED. In THE TRUTH il regista, in
preda a incontrollabili deliri omaggistici, imbottisce la struttura di
rimandi e allusioni: l'apparizione della godardiana Anna Karina (dalla cui
voce si ascolta poco prima SOUS LE SOLEIL EXACTEMENT di Gainsbourg), il
fatuo cameo di Charles Aznavour - colonna sonora vivente all'idillio
centrale del film -, le presenze della Varga (vedova Demy) a o di una
fantasmatica Magali Noel, fino all'esplicito rinvio a SPARATE SUL PIANISTA
di Truffaut (di cui si vede macabramente la tomba) sono strizzatine
d'occhio a tratti patetiche a tratti leziose; se lo stesso montaggio, la
scelta delle ardite inquadrature e dei vorticosi movimenti di macchina (la
fotografia è del fido Fujimoto) o certe soluzioni stravaganti (la lettura
dell'epistola da parte dello scomparso Charlie) odorano di libero stile
godardiano, il risultato, per quanto niente affatto molesto, ci pare non
andare oltre il frivolo capriccio. Demme scherza con la didascalia
(l'intera sequenza del changez la femme al Tango Palace che
ha anche un rimando bertolucciano), muove le sue pedine (Newton e Whalberg
bamboleggiano da par loro) in perenne bilico tra verità e bugia (mentira
la mentira\ mentira la verdad...), sbaglia totalmente un carattere (la
comandante di polizia non si solleva dalla macchietta), elimina
chirurgicamente la tensione e fa della soluzione del mistero, con tanto di
flashback di cosciente chiassosità, poco più di una formalità, già
pensando ai solitamente insoliti titoli di coda (con Robbins - Hannibal...)
e condendo il tutto con la consueta, variopinta colonna sonora à la
page (Malcom Mac Laren, Négresse Verte, Gotan Project, Khaled, Manu
Chao, Conershop, Snooze, Natacha Atlas, Sayan Supa Krew, Sparklehorse tra
gli altri).
Il film è dedicato allo scomparso Ted Demme, Stefano Trinchero
permettendo.
Luca Pacilio
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