THE BOURNE IDENTITY
(The Bourne Identity)

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REGIA:    
Doug LIMAN

PRODUZIONE:  U.S.A./Cec   -   2002   -   Thriller

DURATA:  119'

INTERPRETI:
Matt Damon, Franka Potente, Chris Cooper, Clive Owen, Brian Cox, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Julia Stiles

SCENEGGIATURA: Tong Gilroy - William Blake Herron (dal racconto di Robert Ludlum)

FOTOGRAFIA: Oliver Wood

SCENOGRAFIA: Dan Weil - Sandrine Mauzevin

MONTAGGIO: Saar Klein

COSTUMI: Pierre-Yves Gayraud

MUSICHE: John Powell

Trama

Mar Mediterraneo: alcuni marinai salvano un giovane annegato. Preda di un’amnesia, il ragazzo trova sotto la propria cute un microfilm recante un numero di conto di una banca svizzera, e scopre di essere…

Recensioni

 

 

 

Boom!

Thriller canonico, dotato di belle scenografie europee (il massimo della sciccheria per una produzione statunitense!) e pregevoli coreografie d’azione (anche se il tutto si risolve in un turbine di esplosioni prevedibili quanto assordanti), in cui promettenti indizi d’ironia (la sequenza all’Hotel Regina, in cui la perizia di Bourne è resa inutile dalla soave intraprendenza della sua partner, vero uovo di Colombo) si smarriscono in un’improbabile, noiosa apoteosi della voglia di normalità (e paternità) che domina anche le superspie. Adorabile Franka Potente, sprecato Matt Damon.

Stefano Selleri

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Spazio lettori

 

 

Ecco il thriller che segue di gusto uno scenario puramente europeo e spopola nell’action tipico americano. Una trovata narrativa “vecchia” (mi vengono subito in mente Ronin con Robert De Niro e Kiss of the Dragon con Jet Li) che comunque pare aver avuto enorme successo, garante una regia misurata e per nulla arrogante nel mettere in mostra anche la spettacolarità più vistosa e un protagonista che poco sembrava adatto al ruolo e che invece si è dimostrato un ottimo esemplare di action man, ovvero Matt Damon. Diciamocelo apertamente: poca suspense vera e molto movimento che procede a rilento eppure qualcosa piace: il ritmo? L’azione? Oppure il giusto mix tra le due variante appena citate che si mantiene tra le righe e sa essere dirompente quanto basta per non annoiare al momento giusto? Sicuramente questa ultima combinazione che vede una storia di spie e doppi giochi puntualmente all’altezza dei canoni odierni e con un budget a disposizione di tutto punto, quali 75 milioni di dollari per inseguimenti, arti marziali e una sana esplosione. Il promo del film recava la scritta “Suspense alla Hitchcock e velocità alla John Woo” e una volta tanto lungo questi slogan pronti per invaghire gli animi del noleggio home video si dice quasi (badate, “quasi”) il vero in un prodotto di consumo e di intrattenimento efficace. E si finisce ben presto ad accettare le regole di questo gioco filmico che vede puntualmente il genere d’azione favorire ancora quello che il pubblico vuole.

Marco Mondini


Stefano
Selleri
5

 

 

     
           
 

 

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