GOOD MEN, GOOD WOMEN
 (Hao nan, hao nu)

Scheda
Trama
Recensioni

Scheda DVD

 

REGIA: HOU Hsiao-Hsien

PRODUZIONE:  Giappone/Taiwan   -   1995   -   Drammatico

DURATA:  108'

INTERPRETI: Annie Shizuka Inoh, Lim Giong, Jack Ka

SCENEGGIATURA: Chu-Tien (tratto dal racconto di Chiang Bi-Yu e Lan Bo-Chow)

Trama

Liang Ching, un’attrice, riceve via fax le pagine del suo diario, che le ricordano la storia d’amore con Ah Wei, morto tre anni prima. Per il cinema interpreta il ruolo di Chiang Bi-Yu, una giovane militante nella Taiwan anni ’40, dove, dopo la ritirata dei giapponesi che governavano l’isola dal 1895, gli oppositori politici e i comunisti venivano perseguitati dopo essere stati dichiarati fuorilegge dai nazionalisti del Kuomintang guidati da Chiang Kai-shek. (dal booklet del film)

Recensioni

 

 

 

A chiudere un’ideale trilogia sulla storia taiwanese, a imprimere su pellicola l’eco altrove evocata del Terrore Bianco, a intensificare radicalmente il nucleo centrale della poetica di Hou, il cogliere nel tempo, il cogliere il tempo: chiamato a soddisfare tali intenti Good men, good women risponde disarmando per densità, per l’evidenza con cui restituisce complessità alla realtà messa in scena, per l’esperire vibrante e lancinante di un’immagine in grado di cristallizzare in semplicità tempo, vita, storia. L’eticità dello sguardo trapassa il neorealismo, all’insegna di un guardare ma non intervenire, osservare ma non giudicare che emancipa ogni gesto dall’immediatezza, concedendogli finalmente non solo tempo, tramite lunghi pianosequenza, ma anche spazio vitale: la mdp rifiuta senza appello l’enfasi del primo piano, prediligendo una prossemica più pudica, che dal campo medio giunge sino al lungo, al fine di permettere lo sviluppo di una relazione tra corpi e contesto, tra persone e storia, tra oggetti e scorrere temporale. Intorno al corpo e nella mente di Liang Ching si infrange la narrazione: il presente e il passato che le appartengono, la vita di Chiang Bi-Yu (che impersona nel film all’interno del film), ricordi, vicende personali, la Storia e i suoi spettri si giustappongono senza soluzione di continuità, dimostrando l’assenza di gerarchia tra i piani, così che il tempo più che in frantumi si riduca al collasso, evitando Hou le posticce simmetrie, i semplici raccordi di senso, il facile confronto tra epoche. Ovvio poi che nei fotogrammi di Good men, good women si raggrumi l’avvenuto mutamento antropologico, che dall’altruismo martirizzante del patriottismo regredisce all’individualismo più involuto, ma l’approccio è ben distante dalla radiografia impietosa dei personaggi, concentrato com’è sul mostrare senza incanalare il significato, sul suggerire un sentire inesprimibile, rappreso nel susseguirsi fluido di questo non-tempo, appreso senza essere detto, messo in scena ma mai espresso. Tramite una dialettica tra reiterazione e scarto Hou addensa sui frame dei suoi film l’ambiguità del reale, accennandola per accumulo: Good men, good women scioglie ogni quanto temporale per restituire la sfuggente complessità addensata nel ritratto di una donna, delineato da correnti che travalicano la storia, la psicologia, l’eredità. In ogni inquadratura si respira un fluire indefinito, in ogni corpo il tempo. Un capolavoro, l’ennesimo, di un cineasta ineguagliabile.

Voto: 9

Giulio Sangiorgio
pubbl. 21-04-2008

 

DVD

Regia: Hou Hsiao-Hsien
Etichetta: Rarovideo
Audio: Dolby Digital 2.0 Mandarino- cantonese- giapponese- taiwanese 
Sottotitoli: Italiano, opzionabili
Codifica: Regione 2
Ratio: 1.77:1
Formato: 4:3
N° dischi: 1
Extra: una videocosa di Enrico Ghezzi, intervista a Hou Hsiao-Hsien, booklet di 8 pagine

Inutile sottolineare come, data la peculiarità stilistica di un film sostanzialmente privo di primi piani, sia più difficile fruirne in dvd, sullo schermo domestico, che in sala. Comunque. L’edizione “RaroVideo- Eccentriche visioni” è al solito accuratissima, filologicamente ineccepibile. Gli extra sono in perfetto stile ghezziano, il booklet contiene dichiarazioni di Hou e ottimi interventi critici di Fumarola (cui devo il concetto di collasso), Pastor e Higuinen.

Voto DVD:  8

 

 

 

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