Yesterday Once More
 (Lung fung dau)

Regia: Johnnie To
Interpreti: Andy Lau, Sammi Cheng, Jenny Hu, Carl Ng, Hui Siu-hung
Durata: 95’ 
Produzione: Hong Kong 2004 
Etichetta: Ripley’s Home Video
Audio: Versione originale con sottotitoli fissi
Sottotitoli: Italiano
Codifica: Regione 2 Pal
Ratio: 2.35:1
Formato: 16: 9
Layer: Doppio Strato 
N° dischi: 1
Extra: Trailer originale, Making Of; Friuli Once More, Udine Far East Film Promo; Interventi di Giorgio Placereani e Sergio Grmek Germani; Scatti di Johnnie To sui set friulani
Prezzo: 19,99 €

Il DVD

Diversamente dalla prima uscita RHV dedicata al cinema asiatico, quel PTU che ci ha fatto gioire e soffrire al tempo stesso, il secondo titolo consacrato a Johnnie To della serie non solo rende giustizia alla pellicola originale, ma ne esalta addirittura la qualità visiva. Se il dvd di PTU evidenziava infatti numerosi difetti di riversamento, quello di Yesterday Once More, al contrario, impreziosisce sensibilmente i timbri cromatici e luministici dei fotogrammi, donando alle immagini una brillantezza e un’eleganza semplicemente stupefacenti. Il quadro stabile, i colori nitidi e le luci cristalline irrorano le immagini con inaudita limpidezza, risultando praticamente assenti imperfezioni quali graffi e spuntinature. Di tanto in tanto piccole porzioni del quadro vanno fuori fuoco, ma la tenuta dell’immagine non è affatto compromessa o penalizzata.
Versante audio: ottima resa complessiva e assolutamente condivisibile la scelta di non doppiare la pellicola originale, limitando la scelta alla sola versione sottotitolata. Esemplare. Comparto extra in sensibile crescita rispetto a PTU: del discreto set di contenuti speciali offerto dal disco (vedasi scheda tecnica) vale la pena segnalare il gustoso Making Of e il dittico critico composto dai calibratissimi interventi di Giorgio Placereani (avevamo già avuto modo di apprezzare il suo contributo nel dvd di PTU) e Sergio Grmek Germani, due spunti di lettura tanto incisivi quanto suggestivi. Completa l’edizione un essenziale booklet (4 pagine) contenente un breve articolo dello stesso Placereani, intitolato L’ALTRO SET. Storia di un’amicizia, che ripercorre “toianamente” la storia del Far East Film Festival.

Il Film

Trama. Moglie e marito, due ladri provetti, si separano per una futile spartizione del bottino. Poco dopo lei accetta la proposta di matrimonio di un insignificante rampollo solo per impossessarsi della preziosissima collana della madre. L’ex marito si mette in mezzo organizzando il furto della collana e coinvolgendo l’ex moglie in una girandola di avvenimenti che, in una continua sfida di abilità e astuzia, li metteranno costantemente l’uno di fronte all’altra. Intanto l’intesa cresce…

Commedia sofisticata all’insegna della stravaganza e della giocosità, Yesterday Once More conferma la straordinaria vitalità e imprevedibilità del cinema di Johnnie To (e per estensione della Milkyway Image tutta). Attorno ad un nucleo strutturante di commedia sentimentale (le schermaglie tra due ex coniugi separatisi per motivi apparentemente futili) si dipanano motivi e situazioni provenienti da altri pianeti cinematografici (action, mélo, noir e slapstick) in un mélange di infallibile fascino e irresistibile seduzione. Pur richiamando e frequentando atmosfere lubitschiane (Trouble in Paradise, ovviamente) e jewisoniane (il tripudio di split-screen nei titoli di testa evoca inequivocabilmente The Thomas Crown Affair), Yesterday Once More costruisce un percorso tutto suo, zigzagando con estrema agilità tra quadri e set apparentemente inconciliabili (i grattacieli di Hong Kong, le piazze e i vicoli di Udine, cinodromi, ippodromi, sale da bowling, le montagne friulane), ma coordinati da una regia di una soavità impagabile. La mdp plana leggera negli ambienti disegnando traiettorie felpate e preziose, Andy Lau e Sammi Cheng duettano splendidamente e Johnnie To concede loro ampia libertà interpretativa, osservandoli con uno sguardo sornionamente etologico (verissimo che le loro danze di corteggiamento fanno venire in mente due furetti, come osserva Placereani). Una coreografia ludica e guizzante che tuttavia non rinuncia a momenti di amara riflessione, subito stemperati nella cangianza dei registri filmici. Non mette conto dilungarsi oltre nella descrizione di un film che ha nell’inafferrabilità la sua maggior ragion d’essere, rimandiamo senz’altro alla visione di una pellicola che, collocata all’interno di una filmografia letteralmente stupefacente come quella di Johnnie To, ribadisce con mercuriale vivacità il piacere e la necessità di un cinema così apolide (non solo geograficamente). Puro edonismo filmico con finale pensante.

Alessandro Baratti

 
Voto DVD: 8 1/2 Voto Film: 7 1/2

 

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