Querelle
 (Querelle)

Regia: Rainer Werner Fassbinder
Interpreti: Brad Davis, Franco Nero, Jeanne Moreau, Laurent Malet, Hanno Pöschl
Durata: 104’ 
Produzione: Rft/Francia, 1982 
Etichetta: RHV
Audio: Italiano 2.0, Inglese 2.0 
Sottotitoli: Italiano
Codifica: Pal
Ratio: 2.35:1
Formato: 16: 9 anamorfico 
Layer: DVD 9
N° dischi: 1
Extra: Trailer italiano, Rainer Werner Fassbinder in Chambre 666, intervista a Franco Nero, volume di 28 pagine.
Prezzo: 17,90 €

Il DVD


La Ripley’s Home Video prosegue la sua linea altamente professionale licenziando contemporaneamente due prodotti di prelibata appetizione come Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff e Querelle di Rainer Werner Fassbinder, confermando anche una certa apprezzata sensibilità nei confronti del grande cinema tedesco (Herzog, Wenders). Querelle si presenta in una veste ottimamente curata offrendo un master ripulito digitalmente di grande impatto visivo e magnifica resa cromatica, con qualche impercettibile, assai veniale pecca difficilmente eliminabile anche con i più sofisticati accorgimenti di restauro digitale. Formato corretto del video e, cosa di fondamentale importanza, integralità dell’opera (sequenze reintegrate con audio originale sottotitolato). Decisamente meno elaborato ma ugualmente efficace il coté sonoro con le tracce inglese e italiana in dual-mono. Un corredo di contributi speciali di tutto rispetto a cominciare dal trailer originale italiano, una breve ma emozionante e preziosa intervista raccolta da Wim Wenders qualche settimana prima della scomparsa di Fassbinder (1,40’) e una croccante conversazione aneddotica con Franco Nero (17,36’), insieme a un corposo booklet (abitudine purtroppo persa da quasi tutte le case editrici italiane) nel quale si addensano analisi critiche, stralci d’interviste e curiosità di vario genere (commovente la lettera scritta da Marcel Carné, Presidente di Giuria a Venezia in quel lontano 1982, riportata fedelmente, in cui il grande regista francese, difendendone l’enorme valore artistico contro il parere dei giurati, dichiara apertis verbis il suo amore smisurato per il film), completano la proposta il cui ulteriore valore aggiunto è dato dall’estrema precisione dimostrata ancora una volta dalla RHV nella compilazione dei dati tecnici (elemento non irrilevante e non sempre adeguatamente trattato dalla concorrenza).

Il Film

Trama. La nave Vergeur attracca nel porto di Brest, tra il suo equipaggio spicca la figura del marinaio Querelle che, come una sorta di angelo del male, reca scompiglio nelle vite di tutte quelle persone che si trovano ad intrattenere rapporti con lui.

Anche Querelle, come tutte le opere fassbinderiane di derivazione letteraria, risulta un’operazione di felice e fecondo stravolgimento. Fassbinder non può fare assolutamente a meno di interiorizzare la pagina letteraria per farne cosa personale, propria. Questa condizione rappresenta un principio, o più attendibilmente, il principio irrinunciabile del suo fare cinema dettato, peraltro, sempre da febbrili urgenze espressive: il testo genetiano di partenza si trasforma inevitabilmente in lettura fassbinderiana. Innanzitutto ciò che avverte Fassbinder è la densità metaforica del Querelle de Brest genetiano, ovvero una spirale di violenta rarefazione segnica che rinuncia al costrutto narrativo per accedere al territorio del simbolico. Querelle non è una persona, è un simbolo. E così tutto ciò che sta intorno a questa eminente figura, compreso il perimetro spazio-temporale dei suoi movimenti e delle sue azioni, appartenenti al dominio del simbolico. La prima emergenza di Querelle è attribuire un valore trasfigurato e trasfigurante allo spazio, lavorare dunque principalmente sul doppio coté scenografico-fotografico per rendere al massimo un’atmosfera di astrazione simbolica che fosse però in grado di catturare l’apparato percettivo dello spettatore di rapire le sue sensazioni debordandone la capacità percettiva. Il film riesce in maniera stupefacente a vivere in uno stato di trans emotivo-concettuale, una sorta di estasi in cui l’ambientazione non corrisponde a nessun luogo e nessun tempo particolari che non siano lo spazio e il tempo propri del film in cui l’ennesima vicenda di amore e di morte (che per Fassbinder costituiscono indissolubile endiadi) viene rappresentata, o meglio vissuta (come rappresentazione). Querelle si annuncia dall’inizio alla fine come eterno (non)luogo della disseminazione significante che metaforizza l’ancipite rapporto intrattenuto da sesso e potere nel gioco dei ruoli all’interno della società, universalmente e necessariamente. Il fallocentrismo o la fallocrazia, con le loro raffigurazioni esplicite e alluse, rappresentano l’istanza totemica declinata al maschile (di qui l’equivoco sulla centralità della tematica omosessuale) di una condizione sociale strutturata su rapporti di potere. E il sesso nella visione fassbinderiana, di chiara ascendenza freudiana, è la metafora più scopertamente evidente del potere, e il fallo il suo simbolo d’elezione. Le dinamiche che intervengono a legare le figure della mise en scène hanno tutte un’origine di tipo sessuale e scaturiscono da un unico nucleo costituito dal desiderio (declinato nelle sue varie forme). L’intera pellicola si configura dunque come percorso melodrammaticamente distruttivo (raccontato da una voce fuori campo) dal potere del desiderio al desiderio di potere, o di sottomissione al potere in cui l’amore è ancora una volta più freddo della morte, pur nella sua prorompente energia libidica, destinato a determinarsi, nel soffocante e riarso perimetro d’azione della struttura sociale (l’apparato occlusivamente cromatico della scenografia allestita nella sublime asfissia del teatro di posa è semplicemente splendido), come squallido e strumentale veicolo del potere. Unica possibile rischiosissima salvezza la figura della donna (Lysiane, interpretata da un’attempata,  meravigliosa Jeanne Moreau, che nella stilizzazione del racconto di Genet aveva più che altro una funzione evocativa), come principio femminile in grado di ridicolizzare la tracotanza fallocentrica del potere mascolinizzato, in pericoloso bilico tra angelo benevolo e demone della castrazione.

Mauro F. Giorgio

 
Voto DVD: 8 Voto Film: 8

 

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