Non violentate Jennifer
 (I spit on your Grave)

Regia: Meir Zarchi
Interpreti: Camille Keaton, Eron Tabor, Richard Pace, Anthony Nichols, Gunter Kleemann, Alexis Magnotti
Durata: 97’ 
Produzione: Force Entertainment, U.S.A. 1978
Etichetta: Storm Video
Audio: Italiano 5.1, Inglese 5.1, Francese 1.0 
Sottotitoli: Italiano
Codifica: Pal
Ratio: 1.85:1
Formato: 16: 9 anamorfico 
Layer: DVD 5
N° dischi: 1
Extra: Filmografia regista, filmografia Camille Keaton, galleria fotografica, locandine, commento del regista Meir Zarchi, commento del critico Joe Bob Briggs, Trailers cinematografici, TV spots.
Prezzo: 14,90 €

Il DVD


La Storm Video (interessante costola della Mondo Home Entertainment) ha finalmente provveduto all’edizione in dvd sull’italico suolo di un autentico film di culto come Non violentate Jennifer. Dopo aver sollevato nugoli di moralistica polvere sull’intero orbe terracqueo la pellicola giunse con colpevole ritardo anche in Italia, sconciatissima e ovviamente vietata ai minori di 18 anni. La Storm Video la ripropone in tutta la sua integralità reinserendo le sequenze espunte ad opera della commissione di revisione censoria (naturalmente con audio originale sottotitolato). Lo strato singolo concede una più che accettabile resa video mantenendo l’esatto formato panoramico originale, la ripulitura digitale restituisce i colori a una nuova nitidezza e corregge i difetti del tempo, le tracce audio italiana (doppiaggio d’epoca) e inglese vengono rifiltrate e potenziate, avvertibile qualche effetto metallico qua e là, quella francese (mono) viene solo “rischiarata”. Il pacchetto extra è dignitoso ma forse non giustifica appieno la dicitura “Special Edition” della proposta poiché oltre a scarne filmografie, rapide gallerie fotografiche e variegati trailer, il dvd offre solamente gli audio commentary non sottotitolati del regista Meir Zarchi e del critico Joe Bob Briggs (il quale annunciato nella cover e nel menu extra sembra esserselo dimenticato nel mixer audio dei laboratori MHE, poiché azionabile solo ed esclusivamente a film iniziato, dettaglio importante che però non fa decadere l’ipotesi di un’edizione clonata dall’americana Elite, che tra le altre cose nasconde succosi easter eggs). Pochino per un’edizione speciale ma decisamente già tanto come recupero filmografico.

Il Film

Trama. La giovane scrittrice Jennifer Hill si trasferisce in campagna per terminare il suo romanzo ma invece della pace naturale del luogo campestre troverà prima l’orrore di un gruppo di ragazzi che la stuprano e la seviziano nella più cruda delle maniere e poi l’acre sapore della volontà di vendetta.

Nonostante la pellicola (del ’78) si rifacesse esplicitamente a una solida tradizione cinematografica che aveva osservato una cospicua proliferazione di opere un po’ a tutte le latitudini, da quelle più seminali come L’ultima casa a sinistra di Craven a Cane di paglia di Peckinpah, a quelle un po’ meno conosciute come Axe di Frederick R. Friedel, Exposé dell’inglese James Kenelm Clark, il canadese Un violento weekend di terrore, lo svedese Thriller dell’eccentrico Bo Arne Vibenius, fino a quelle, fortunatissime, di italica produzione come lo stupefacente L’ultimo treno della notte di Lado (che rinviene ne La fontana della vergine di Bergman, madre di tutti i Rape & Revenge, la stessa matrice del film di Craven), La settima donna di Prosperi, anticipatrice in un certo senso del ferrariano L’angelo della vendetta, Autostop rosso sangue di Pasquale Festa Campanile giungendo all’epigone costituita da La ragazza del vagone letto di Baldi, Madness – Vacanze per un massacro di Di Leo e La casa sperduta nel parco di Deodato in cui l’attore David Hess in qualche modo va a chiudere quel cerchio che aveva “scabrosamente” aperto con The last House on the left, incontrò il fervore di un’agguerritissima campagna moralizzatrice (se non una vera e propria crociata) condotta da critici statunitensi del calibro di Gene Siskel e Roger Ebert che ne boicottarono attraverso tenaci opposizioni mediatiche e giudizi infamanti sull’opera distribuzione e diffusione. In realtà I spit on your Grave (titolo riveduto e corretto dal distributore Jerry Gross nel 1981 che sostituì l’infelice Day of the Woman) se davvero riesce a spingersi oltre a opere fondamentali come L’ultima casa a sinistra non è tanto per la crudeltà della messa in scena e, dunque, per una esibita volontà di scioccare lo spettatore attraverso insensati rituali di violenza visiva, quasi si dovesse gareggiare in un’ipotetica e presunta corsa all’insostenibilità del vedere, bensì, come nota acutamente Roberto Curti (Nocturno Dossier n° 4, Sesso e violenza – Il cinema della vendetta, pag. 14), per aver innescato una riflessione di secondo grado su tutto ciò, ovvero per aver tentato in termini metalinguistici non già di trovare una giustificazione antropologicamente spiccia che garantisse una linea di continuità estetica con il gore e l’exploitation espressi nella prima terrificante parte del film, ma di reinscenare, non senza forti dosi di sarcasmo, in chiave psicanalitica il fantasma del desiderio di vendetta (e soprattutto di castrazione), il delirio visionario che conducesse all’esatto contrario la portata crudamente realistica dell’assunto (le barbare esecuzioni sul corpo femminile e lo sguardo voyeuristicamente complice dello spettatore coinvolto nel gioco) attraverso l’elemento cinematografico stesso, un nuovo racconto che rinarrasse tramite lo schermo tutta la vicenda compreso il suo epilogo, fatto di adescamenti lascivi e improbabili atti nemesiaci, con altri occhi, quelli di Jennifer, novella terrifica erinne (la prima cosa che fa Jennifer - la bellissima Camille Keaton già protagonista di pellicole anche nostrane come Cosa avete fatto a Solange?, Il sesso della strega etc. - dopo l’orrore subito è ricomporre i pezzi del suo romanzo che dovrà ora raccontare cinematograficamente tutta la banalità del male), riprobematizzando altresì il posizionamento di chi guarda.

Mauro F. Giorgio

 
Voto DVD: 7 Voto Film: 8

 

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