La Città sconvolta: caccia spietata ai rapitori
 

Regia: Fernando Di Leo
Interpreti: Luc Merenda, James Mason, Valentina Cortese, Marino Masè, Vittorio Caprioli, Irina Maleeva
Durata: 94’ colore
Produzione: Italia 1975
Etichetta: Rarovideo
Audio: Italiano 1.0
Sottotitoli: Inglese
Codifica: Pal
Ratio: 1.85: 1
Formato: 16: 9 anamorfico
Layer: DVD 9
N° dischi: 1
Extra: Documentario Città violente: l’altra trilogia di Fernando Di Leo, biografia e filmografia del regista
Prezzo: 18,90 €

Il DVD


Prosegue da parte di RaroVideo in collaborazione con la rivista Nocturno il percorso di riscoperta (e rivalutazione) del cinema di Fernando Di Leo con la serie Il cinema segreto italiano, e dopo le intriganti edizioni di Milano calibro 9, La mala ordina, Il boss/Killer vs Killers, I ragazzi del massacro, I padroni della città, Avere vent’anni etc., arriva anche La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori.
Il rispettabile formato 1.85:1 anamorfico prende il posto di quello del master originale e un restauro digitale restituisce la pellicola, se non in toto (perché le imperfezioni come graffi e spuntinature persistono e si notano) ma almeno in parte, al suo perduto splendore. L’audio mono lasciato a se stesso costituisce invece il limite più macroscopico di questo dvd tutto sommato passabile, impreziosito da un’intervista (più che un vero e proprio documentario) della durata di 28 min. a Di Leo e i suoi collaboratori/attori (Luc Merenda su tutti).

All’interno della confezione (tipo amaray) c’è il consueto depliant curato dai “nocturni”, smilzo ma efficace, con le informazioni tecnico-critiche bilingue.

Il Film


Trama. Fabrizio e Antonio, figli rispettivamente di un meccanico e di un imprenditore edile, vengono rapiti da una banda di malviventi, quando a causa dei colpevoli tentennamenti dell’ingegnere Filippini che intende negoziare sul riscatto la banda di malviventi gli uccide il figlio, Mario Colella, il meccanico, decide di vendicarsi.

L’idea parte da un soggetto di Galliano Juso, con il quale Di Leo aveva già collaborato due anni prima nella realizzazione di Il poliziotto è marcio (sempre con Merenda protagonista), e, nonostante l’architettura narrativa, consegnata alla scrittura di Ernesto Gastaldi, Nicola Manzari e dello stesso regista, tenti affannosamente di dire qualcosa di diverso intorno al tema dell’anonima sequestri, argomento di indiscussa mordacità nell’attualità di quegli anni, si vede subito che La città è sconvolta…è un’opera su commissione. Di Leo, con tutta la professionalità autoriale di sua competenza, cerca invano di mascherare questo palese senso di non appartenenza al progetto filmico girando alla Di Leo e tuttavia non gli riesce il tentativo di affrancarsi dai limiti di certa convenzionalità (fatto salvo un final(on)e di rara spietatezza) anche laddove prova, pure con accattivante efficacia stilistica, a mescolare pathos e dynamis al fine di rendere funzionale la strategia diegetica fondata su misurati meccanismi di tensione (persino la musica di Bacalov è frutto di un’operazione di bassa autoreferenzialità, perifrasi che ci evita l’ingratitudine del termine riciclaggio). Nuoce di sicuro l’impianto schematico all’interno del quale si muovono i personaggi del dramma, maschere usate e abusate di un teatro dai contorni neanche troppo allusivamente socio-politici scopertamente manicheo in cui una fantomatica struttura delinquenziale a piramide tira le fila di un gioco al massacro coinvolgendo la sordida meschinità di un affarista alto-borghese che tratta sulla vita del figlio, il sentimento di rancore e vendetta lasciato crescere nel corpo e nella psiche del proletario di turno votato alla ribellione, il tutto sotto lo sguardo impotente delle forze dell’ordine che al di là delle solite complicità o connivenze trovano, come spesso accade nel cinema di Di Leo, nella figura del commissario Magrini (un Vittorio Caprioli che in questa pellicola giganteggia su tutti, anche su Mason) l’eroe “manzoniano” cui affidare la sincera weltanschauung dell’autore.

Mauro F. Giorgio

 
Voto DVD: 6 Voto Film: 6

 

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